di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Non erano solo africani o asiatici: per millenni hanno abitato anche le nostre terre. Ecco cosa raccontano fossili, storia e miti sulla loro presenza e la loro scomparsa
C’è stato un tempo in cui incontrare un leone libero in Europa non era raro. Non si trattava di un animale lontano, africano, esotico, fuggito da una gabbia: era un animale europeo. Viveva nei Balcani, attraversava le pianure dell’Europa orientale, arrivava fino alle regioni che oggi chiamiamo Ucraina. Ed era abbastanza numeroso da essere visto, raccontato, temuto dagli esseri umani.
Se oggi questa idea sorprende, è perché la sua scomparsa è stata lenta e silenziosa. Quasi invisibile. Ma le tracce sono rimaste. E sono di due tipi: nelle parole degli antichi e nelle ossa che continuano a emergere dal suolo europeo.
A rendere ancora più interessante questa storia è il fatto che i leoni europei giunti quasi fino ai nostri tempi non sono un episodio isolato, ma l’ultimo capitolo di una presenza molto più antica. Il nostro continente, infatti, è stato per centinaia di migliaia di anni terra di leoni.
I resti più antichi risalgono a oltre 600 mila anni fa e appartengono




