(LaPresse) Hamza “La Douane” (ovvero “La Dogana”) è un adolescente di 14 anni diventato virale in queste ultime settimane per le sue azioni di disturbo lungo il Canal Saint-Martin a Parigi, un’area molto frequentata da passanti, turisti e ciclisti. Armato di una potente pistola ad acqua, il ragazzo ferma le persone pretendendo il pagamento di un “pedaggio” di due euro per non essere bagnate. Nei suoi video sui social, è apparso mentre spingeva passanti nell’acqua, spruzzava agenti di polizia e provocava commercianti locali, raccogliendo milioni di visualizzazioni. La sua condotta ha rapidamente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine francesi, portando a due arresti nel giro di pochissimi giorni. Il caso di Hamza è diventato un enorme tema di dibattito nazionale in Francia, dividendo l’opinione pubblica. Esponenti politici (soprattutto della destra) hanno preso il 14enne come simbolo del fallimento del sistema giudiziario, denunciando la “mancanza di autorità” e l’impossibilità di trattenere in carcere i minori, che vengono quasi subito rilasciati e riaffidati alle famiglie. Molti critici hanno accusato i grandi talk show francesi di irresponsabilità per aver invitato il ragazzo in studio, trasformando un bullo minorenne in una “celebrità” e glorificando i suoi comportamenti illegali per fare ascolti. Di fronte alla valanga




