di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Le infrastrutture digitali, i costi energetici per il funzionamento delle reti, la filiera tecnologica globale: tutto è interconnesso, e ogni tensione internazionale finisce per riverberarsi lungo questa catena
Non è soltanto il pieno alla pompa o la bolletta della luce a raccontare, giorno dopo giorno, il prezzo delle tensioni internazionali. Da qualche settimana, in modo più silenzioso ma non meno incisivo, l’onda lunga della crisi in Medio Oriente si insinua anche nelle tasche degli italiani attraverso un canale meno visibile: le tariffe telefoniche.
A segnalare il fenomeno è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha messo in fila una serie di comunicazioni inviate dai principali operatori di telecomunicazioni attivi nel nostro Paese. Il filo rosso è sempre lo stesso: «mutate condizioni di mercato». Una formula ormai familiare, che negli ultimi anni ha accompagnato rincari in diversi settori e che oggi torna a giustificare aumenti che, su base annua, possono arrivare fino a 48 euro per singolo utente.
Vodafone, Tim, WindTre e Fastweb
L’elenco è ampio e riguarda tanto la telefonia mobile quanto quella fissa. Vodafone ha annunciato che, a partire dal 30 aprile, alcune offerte ricaricabili subiranno




