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Guerra e lusso – Bombardamenti e logistica bloccata: le supercar si fermano in Medio Oriente

imageUn mercato di nicchia, ma redditizio

Le decisioni delle Case sono l’ennesima prova di quanto il comparto automobilistico possa subire pesanti ripercussioni dalla crisi mediorientale. E neanche i costruttori di auto di lusso o di supersportive sono immuni da rischi geopolitici che, nelle ultime tre settimane, hanno già generato un impatto importante soprattutto sul fronte della logistica.

Detto questo, è il caso di evidenziare un aspetto rilevante per le aziende interessate. Il mercato delle vetture premium o superpremium in Medio Oriente non garantisce grandi numeri: siamo intorno al 5% delle vendite totali per realtà come Ferrari o Lamborghini. Tuttavia, i clienti locali hanno grandi disponibilità economiche e richieste spesso particolari: la maggior parte delle vetture è caratterizzata da un elevato livello di personalizzazioni, che spinge al rialzo i prezzi unitari e quindi la marginalità.

I numeri sono quindi bassi e compensabili in un modo o in un altro, ma i profitti sono decisamente alti e questo aspetto non trova alternative in altre aree del mondo. In altre parole, il mercato sarà anche di nicchia, ma è estremamente redditizio.

Non deve quindi stupire quanto affermato dal presidente e AD di Lamborghini, Stephan Winkelmann, durante una recente tavola rotonda con la stampa

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