
di Greta Privitera
Parla il responsabile dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica: «Ora gli Stati Uniti chiederanno soluzioni più nette»
Rafael Grossi risponde con voce calma e parole misurate, come si conviene a chi guida l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea): il tono è calibrato, deliberatamente contenuto. È lui il volto tecnico e al tempo stesso politicamente sensibile della diplomazia sul nucleare: Grossi tiene insieme Washington e Teheran.
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Ci saranno i negoziati?
«Penso che questo weekend ci potrebbero essere colloqui a Islamabad, in Pakistan».
Da che punto riprendono?
«Immagino che saranno più ampi e che non riguarderanno solo il nucleare, il motivo dell’inizio del conflitto. Questa volta sul tavolo ci saranno anche i missili, le milizie alleate della Repubblica islamica, le garanzie di sicurezza per l’Iran».
Trump ha postato che gli iraniani avrebbero concordato di non dotarsi di armi nucleari.
«Non ho partecipato a questa conversazione. Però mi sembra che ci sia già una comprensione reciproca su quali debbano essere le questioni da discutere».
A Ginevra, lei ha pensato che le due delegazioni fossero vicine a un accordo?
«No, la mia impressione era che stessero ancora parlando. Il ministro degli Esteri dell’Oman ha




