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Gratuito patrocinio, la spesa per l’avvocato pagato dallo Stato è raddoppiata in 10 anni: chi può chiederlo e come funziona

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Negli ultimi dieci anni il gratuito patrocinio è passato da 215 a oltre 450 milioni di euro. Non è un’anomalia: è l’effetto combinato di fragilità sociali, durata dei processi e carichi strutturali della giustizia

C’è una voce di spesa che negli ultimi dieci anni ha cambiato silenziosamente il profilo della giustizia italiana. Non fa rumore come le intercettazioni, non divide come i trojan, non finisce nei talk show. Eppure pesa, eccome. È il gratuito patrocinio: l’assistenza legale pagata dallo Stato per chi non può permettersi un avvocato.

Un raddoppio in dieci anni

I numeri, fotografati dalla relazione sull’amministrazione della giustizia depositata dal ministro Carlo Nordio, parlano chiaro. Nel 2015 valeva poco più di 215 milioni di euro. Negli ultimi esercizi ha superato i 450 milioni. In meno di un decennio la spesa è cresciuta del 110%. Un raddoppio secco, che ha trasformato quella che era considerata una voce «sociale» del bilancio in un capitolo strutturale, determinante per l’equilibrio complessivo delle spese di giustizia.

Non è un’anomalia statistica, né un effetto congiunturale. È un trend continuo, che anno dopo anno ha spinto il ministero a intervenire con ripetuti «adeguamenti» di bilancio per coprire

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