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Gratteri: «Perché dovrei pentirmi delle dichiarazioni sul referendum? Le critiche non stupiscono, c’è chi punta a intimorire»

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di Virginia Piccolillo

Il giudice: anticipazione di ciò che accadrà con l’Alta Corte

Arrivano attacchi e annunci minacciosi di denunce, di investire il Csm e di sollecitare un’azione disciplinare. Ma il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha il sorriso di sempre. E dice al Corriere: «Non mi stupisco. È l’anticipazione di quello che succederà con l’Alta Corte disciplinare. È tutto per intimorire. Non mi stupisco. Ma ovviamente non mi lascio intimorire».

Sbaglia chi pensa che il magistrato anticosche abbia sentore di aver esagerato per quelle parole che hanno scatenato un putiferio politico. «Voteranno No le persone per bene che credono in un cambiamento della Calabria e voteranno Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente», aveva detto nell’ambito di un’intervista su ‘ndrine e dintorni al Corriere di Calabria.

«Pentito di che? Io ho detto che la mafia, i centri di potere e la massoneria deviata votano Sì. Non ho detto che chi vota Sì fa parte della ‘ndrangheta di un centro di potere, della massoneria deviata. L’ho anche precisato. È lingua italiana. Basta leggerla in modo asettico e con la

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