
di Luigi Ippolito
Risultato storico nella roccaforte laburista, espugnata non solo dall’esponente dei Verdi, ma anche dal candidato di Farage
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – I Verdi hanno stravinto le elezioni suppletive nel seggio di Gordon&Denton, nell’area di Manchester: si trattava di un feudo dei laburisti, che sono arrivati invece solo terzi, dietro anche il partito di Farage.
La vittoria dei Verdi è però anche peggio di un successo di Farage: il partito eco-populista, che lì ha candidato un’idraulica, dimostra di essere una credibile alternativa a sinistra rispetto al Labour e non solo un movimento di protesta.
È un risultato che potrà essere replicato su vasta scala alle amministrative di maggio, specialmente a Londra, dove i laburisti rischiano di essere spazzati via dai Verdi. È l’intera geografia politica britannica che viene ridisegnata, col Labour ridotto a partito minoritario.
Un altro elemento della campagna a Gordon&Denton è stato il settarismo religioso: i Verdi hanno fatto leva sull’elettorato islamico, distribuendo volantini in urdu e bengali che esortavano a punire i laburisti per Gaza. Il fattore etnico-religioso fa così ingresso nella politica britannica, con la saldatura fra estrema sinistra e Islam radicale.
Per Starmer, già gravemente destabilizzato, potrebbe essere




