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Governo, Raffaele Speranzon liquida Santanchè, Bortolozzi e Delmastro: «Ci siamo liberati di tre scorie»

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di Martina Zambon e Gloria Bertasi

Irritazione in FdI per i silenzi del presidente della regione Alberto Stefani durante la campagna referendaria

Il terremoto che sta scuotendo il governo Meloni, con le dimissioni della capo di gabinetto di Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e del ministro Daniela Santanché non passano inosservate in quel Veneto che è la regione «a più alto tasso meloniano» d’Italia. 

Le tre scorie

Il coordinatore regionale, Raffaele Speranzon, commenta di pancia: «Ci siamo liberati di tre scorie», poi dettaglia: «Sono tutti presunti innocenti. Quando si svolgono funzioni importanti per la nazione è opportuno evitare di essere in condizione di essere chiacchierati o quantomeno evitare zone d’ombra. Vicende personali che con grande probabilità si risolveranno nel nulla dal punto di vista giudiziario, ma che dal punto di vista politico rischiano di essere difficili da gestire. Ritengo che il Presidente del Consiglio dei ministri abbia la piena autonomia nel fare le proprie scelte». E parlando di Bartolozzi, «non c’è ombra di dubbio che certe dichiarazioni siano state inopportune e inappropriate».

Profilo basso

Lo strascico del referendum sulla riforma della Giustizia lascia, però, anche in Veneto qualche stilla di veleno. Diretto,

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