
Senza Tiger, il primo Major della stagione ha tanti protagonisti. A cominciare da Rory, campione in carica, e da Scottie che è appena diventato papà per la seconda volta. E vuole fare un regalo al piccolo Remy…
8 aprile – 19:38 – MILANO
Rieccoci, finalmente. È primavera e ricominciano i Major, l’Augusta National apre i suoi solitamente inaccessibili cancelli per accomodare i patrons – guai a chiamarli spettatori o tifosi – che scarpineranno su e giù per le dolci colline della Georgia e si godranno il più incredibile, emozionante, straordinario spettacolo che il golf può offrire: il Masters. Tanto per aggiungere un peso specifico ulteriore alla storia e alla leggenda di questo torneo nato nel 1934 siamo arrivati alla novantesima edizione. Una cifra tonda che racconta quanto è cambiato e quanto è ancora tutto identico a sé stesso in questo angolo di paradiso golfistico. Come una volta ha detto Arnold Palmer: “Cambia il campo, tutto si evolve in maniera costante e silenziosa, ma l’effetto complessivo è quello di una nobile stabilità che fa sì che venire qui sia sempre un po’ come tornare a casa”. Non si dovrebbe fare,




