Marines in arrivo e piani operativi pronti: gli Stati Uniti valutano l’attacco all’isola di Kharg per colpire il cuore petrolifero dell’Iran
I timidi segnali di distensione diplomatica tra Usa e Iran non spostano di un miglio il previsto schieramento di Marines che il Pentagono sta effettuando per un possibile intervento sulla strategica isola di Kharg. Se sbarco sarà, i paracadutisti e i reparti delle forze speciali che si stanno preparando alle operazioni avranno l’occasione di agire nelle modalità per le quali si stanno esercitando da tempo, e che sono nate dopo le esperienze in Iraq e Afghanistan.
Dalle azioni dei bombardieri a bassa osservabilità radar (modalità Stand-in), alle operazioni di artiglieria che si sposta rapidamente, dette «shoot and scoot», fino alle Multi-Domain Operations (Mdo), il concetto strategico prevede il coordinamento simultaneo di operazioni attraverso i cinque domini di terra, mare, aria, cyber, intelligence e spazio. E non aiuterà certo la pace quanto ha deciso il premier iracheno Mohammed al-Sudani dopo il raid attribuito agli Usa che ha ucciso 15 combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare, ovvero che lascerà agire le milizie filo-iraniane.
Un marinaio statunitense, assegnato al cacciatorpediniere lanciamissili di classe Arleigh Burke USS Delbert D. Black (DDG



