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Gli ultimi giorni con Reguzzoni .«Bossi lucidissimo sino alla fine e volevamo scrivere un libro»

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di Cesare Zapperi

L’ex capogruppo alla Camera: è tempo di riflettere sugli errori

«Negli ultimi 5 anni sono andato regolarmente a casa di Umberto. Parlavamo di politica e prendevo appunti perché avevamo in testa di scrivere un libro. Bossi è stato lucidissimo fino alla fine, a dispetto di chi diceva il contrario. Aveva idee chiare e progetti definiti. E ora, chissà, quel libro lo pubblicherò io». 

Marco Reguzzoni, già giovanissimo presidente leghista della Provincia di Varese nel 2002 e capogruppo alla Camera nel 2008 (poi ha lasciato la politica), è stato uno dei pochissimi a essere ammesso a casa del Senatur a Gemonio in questi giorni di dolore. Tra loro c’era un rapporto da padre a figlio, nato nel 1986 quando per la prima volta il giovane studente del liceo classico di Busto Arsizio partecipò a un’assemblea sui problemi della scuola. Fu folgorazione immediata e l’avvio di un legame che si è consolidato nel tempo, non rompendosi nemmeno quando le strade si sono divise.

Anzi, proprio Reguzzoni è stato in qualche modo «usato» da Bossi per lanciare un chiaro messaggio alla Lega e, soprattutto, a Matteo Salvini. È successo nel 2024, nel giorno del voto

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