
di Lorenzo Cremonesi
Zelensky dà alla popolazione messaggi difficili da decifrare: il suo obiettivo è non irritare Trump
KIEV – Nell’incertezza, meglio non lasciarsi prendere dalle illusioni e continuare come si è sempre fatto: nulla cambia, la guerra continua e il freddo preannuncia tempi ancora molto difficili.
«Non credo a Trump e ancora meno a Putin. Al meglio, approfitterò di questa finta tregua per fare la doccia, il bucato e caricare il mio nuovo powerbank», dice Julia, che ha 29 anni, lavora in un hotel del centro e questa sera rivedrà il papà soldato nel Donbass appena arrivato a casa in licenza dopo due anni ininterrotti sulle prime linee.
Le sue parole sono lo specchio del realismo disincantato che accompagna la popolazione ucraina all’approssimarsi dell’inizio del quinto anno di guerra. Media e blogger si affannano a cercare di interpretare le dichiarazioni del presidente Usa sulla «tregua per le infrastrutture energetiche» promessa dal capo del Cremlino. Cosa voglia dire con precisione nessuno lo sa.
Tante domande
A fronte dell’assenza di risposte si moltiplicano le domande. Riguarda solo Kiev, o anche le altri città maggiori del Paese? E sino a quando dovrebbe durare? Se fosse davvero di sette giorni




