
di Mauro Bonciani
Il quadro degli scenari futuri è stato fatto da Irpet, partendo dalla ipotesi del rincaro del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno 12 mesi, che comporterà un aumento dell’inflazione dell’1% e una riduzione del Pil dello 0,3%
La guerra in Medio Oriente rischia di dimezzare la crescita della Toscana nel 2026 e di interessare il 10% dei lavoratori, ben 110.00 tra uomini e donne, e il 5% delle imprese. La drammatica previsione sull’impatto del conflitto e sull’aumento del prezzo del petrolio vedrà anche le famiglie toscane impoverirsi, con una maggiore spesa annua di 768 euro e quindi una riduzione del potere di acquisto o dei consumi.
Il quadro degli scenari futuri è stato fatto da Irpet, partendo dalla ipotesi del rincaro del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno 12 mesi, che comporterà un aumento dell’inflazione dell’1% e una riduzione del Pil dello 0,3%, passando dallo 0,8-0,7% previsto finora per la Toscana nel 2026 a uno 0,5-0,4%, anche se «una più rapida risoluzione del conflitto potrebbe attenuarne sensibilmente gli impatti previsti».
«Gli effetti si trasmetterebbero anche alle imprese, incidendo sui costi di produzione, trasporto e utenze e




