
Il ministro dell’Economia Giorgetti in Parlamento: ad oggi il deficit 2025 è al 3,07% del Pil: per arrivare al 3,04% e alla salvezza, grazie agli arrotondamenti, mancherebbero 678 milioni
Con la crisi energetica innescata dalla guerra nel Golfo il governo si appresta a rivedere al ribasso le previsioni di crescita dell’economia per quest’anno, e si dice pronto a intervenire con nuove misure per sostenere consumatori e imprese «calibrate progressivamente in funzione della dinamica dei prezzi». Gli spazi di bilancio, ha spiegato però ieri in Parlamento il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sono molto stretti e le possibilità di manovra, anche per gli eventuali nuovi impegni sulla difesa, dipendono essenzialmente dal rientro del deficit 2025 sotto il 3% del Pil, il tetto imposto dalle regole Ue, che sarà verificato da Eurostat il 22 aprile.
La speranza arrotondamento
«La questione è estremamente rilevante in vista delle decisioni da assumere» ha detto il ministro. Ad oggi il deficit 2025 è stato quantificato dall’Istat nel 3,1% del Prodotto interno lordo, «anzi al 3,07%» ha puntualizzato Giorgetti (69,3 miliardi di euro). Al 3,04% e alla salvezza, grazie agli arrotondamenti, mancherebbero 678 milioni: le ultime verifiche sono in corso e l’ansia del Mef è giustificata. Uscire dalla procedura




