
Per gli adolescenti il gioco d’azzardo on line è peggio del crack, una droga devastante. Le parole da pugno nello stomaco sono di Simone Feder, educatore psicologo della Casa del giovane di Pavia, che racconta a Panorama un fenomeno drammaticamente in crescita.
Il 44,8% degli studenti italiani fra i 15 e 16 anni ha giocato d’azzardo. Il doppio della media europea. Circa 170 mila ragazzi fra i 15 e 19 anni sono già stati classificati come giocatori problematici nel 2025. E la quota di minori che gioca on line, nonostante i divieti, è raddoppiata negli ultimi sei anni.
Dai videogiochi alle scommesse online: la trappola invisibile
«Federico, ancora prima dei 18 anni, ha cominciato a giocare con le slot machine dei bar», racconta Simone Feder. «Rubava in casa l’oro che si tiene da parte e non si va mai a controllare: catenine e ricordi. Grazie a un amico più grande andava a venderlo per spendere i soldi nel gioco d’azzardo». Poi è arrivata la maggiore età «e si è mangiato tutto, a cominciare dai 5 mila euro sui vecchi libretti al portatore dei nonni. La mamma era sconvolta e continuava a ripetere che lo aveva preparato per non cadere nell’incubo




