
Il neoacquisto rossonero si presenta ai tifosi e punta in alto: “Mi piace il calcio offensivo. Un difetto? Quando sto giocando bene, a volte mi piaccio troppo ed esagero”
“Allegri e Tare mi volevano, poi le cose sono andate diversamente. Mi ha chiamato Amorim e mi ha subito convinto”. Mario Gila è arrivato a Milano da meno di un mese e la prima cosa che noti è il sorriso di chi è felice come un bambino che ha appena scartato un regalo che voleva da tempo. In occasione del primo bagno di folla coi tifosi al Flagship store di Via Dante, Gila ne approfitta per raccontare con sincerità i suoi primi giorni a tinte rossonere. Spazia su tutto, dalla casa nuova in cui tra poco andrà a vivere in centro a Milano al rapporto con Amorim.
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“Mi piace il suo calcio offensivo, a volte può capitare che noi difensori ci troviamo in situazioni difficili da gestire, con tanto campo alle spalle da difendere, ma questo mi esalta”. Insomma, Gila e Ruben ragionano allo stesso modo: “Il calcio sta andando nella direzione dell’aggressività, bisogna seguire questo nuovo modo di approcciare le partite”. Sul difetto da limare, lo spagnolo è




