
Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo: un percorso tra spettacolo, cultura e grandi eventi che apre a una nuova visione strategica del settore
Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo. Attualmente sottosegretario alla Cultura, raccoglie l’eredità di Daniela Santanchè dopo le dimissioni del 25 marzo, portando al dicastero un profilo che si muove fuori dai binari tradizionali della politica e che, proprio per questo, introduce una variabile nuova nella lettura del settore.
Non un tecnico del turismo in senso stretto, ma una figura che arriva da un’altra filiera — quella della produzione culturale e dell’intrattenimento — e che negli anni ha costruito un posizionamento preciso: lavorare dove contenuto, pubblico e macchina organizzativa si incontrano.
Un percorso che nasce già ibrido
Nato a Verona il 1° luglio 1960, Mazzi si laurea in giurisprudenza con una tesi sul diritto amministrativo applicato allo spettacolo. Un dettaglio che, a posteriori, appare quasi programmatico: fin dall’inizio, il suo percorso si sviluppa dentro quella zona di confine in cui la cultura diventa sistema, regolazione, industria.
Non è solo formazione, ma impostazione. Perché tutta la sua carriera si costruisce su questa doppia lettura — artistica e organizzativa — che lo porta a muoversi




