
di Lillo Aldegheri
Ha saputo costruirsi nel tempo una rete solida di rapporti nel mondo dello showbiz e della politica. Nel suo cuore c’è sempre stata l’Arena
Grande e grosso, ma abile nel non farsi notare. E così, come si dice adesso, non lo hanno visto arrivare.
Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del Turismo, è forse più noto come manager di punta della musica leggera italiana che come “politico” nel senso più stretto del termine. Anche se in politica c’è sempre stato. Veronese doc, “borgotrentino” (ossia di Borgo Trento, il quartiere della Verona bene, zona Arsenale) è sempre stato vicino alla destra scaligera, sin dai tempi in cui il capo assoluto era Nicola Pasetto, il deputato morto tragicamente in un incidente stradale.
Erano gli aspri anni ’70, erano i tempi della destra-destra. E Paolo Danieli (ex senatore Msi e An) dedica molte pagine della sua biografia a quel “ragazzotto sempre sorridente, con molta voglia di fare, genio dell’organizzazione”. Più che la politica, la sua passione era la musica, nel senso (appunto) dell’organizzazione di eventi. Serata dopo serata, concerto dopo concerto, ha stretto una rete di amicizie e di contatti che l’hanno proiettato ai vertici nazionali (e




