
di Mara Gergolet
Bufera mediatica su Elif Eralp, candidata della Linke che ha vinto le elezioni a Berlino, dopo le dichiarazioni allo Spiegel: «Non voglio fare nomi concreti, mio marito ha paura di queste persone e anche io»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – L’aspirante sindaca ha paura. Per se stessa e la famiglia, tanto da non voler pronunciare il nome di un noto esponente pro-Hamas per condannarlo pubblicamente. E così l’intervista fatta da Elif Eralp — la candidata della Linke, che ha vinto le elezioni di Berlino — allo Spiegel diventa un formidabile scandalo, un pasticcio politico che può mettere da subito la pietra tombale alle sue aspirazioni, ai progetti di esproprio di case e della «Berlino rossa». Un polverone, con dentro i clan, l’antisemitismo, i colpi (anche bassi) dei media, ipocrisia e un’intervista che viaggia per email, in un mix micidiale di tensione e imperizia come fosse una puntata di Borgen.
Lo Spiegel chiede un’intervista all’aspirante sindaca. La incalza sull’antisemitismo, mentre lei vorrebbe parlare di case. Sono settimane che la Linke è sotto accusa per i legami di alcuni suoi esponenti con ambienti pro-pal, ma anche pro-Hamas e antisemiti. Un esponente di un clan, che domina la




