
Tra dichiarazioni pubbliche e trattative riservate, Hamas rivendica il rispetto del cessate il fuoco ma respinge il disarmo, mentre Stati Uniti e mediatori regionali lavorano a un piano graduale che lega sicurezza, ricostruzione e futuro politico della Striscia di Gaza.
Hamas ha annunciato la propria intenzione di continuare a rispettare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, rivolgendosi ai partecipanti del Forum Economico di Davos con un messaggio politico preciso: fermare le minacce e concentrare l’attenzione su misure concrete per stabilizzare il territorio. Tra le priorità indicate dal gruppo figurano l’apertura di tutti i valichi di frontiera, il ritiro delle Forze di difesa israeliane (IDF) dalla Striscia e l’avvio di un piano di ricostruzione globale. Parallelamente, Hamas ha chiesto al Board of Peace di adoperarsi per aumentare il flusso degli aiuti umanitari, sottolineando l’emergenza umanitaria aggravata dalle condizioni climatiche invernali. Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui la tregua appare formalmente in vigore ma politicamente fragile. A ribadirlo è stato Hazem Qassem, portavoce di Hamas, che ha accusato Israele di tentare deliberatamente di ostacolare tutte le iniziative di pace presentate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Qassem ha riaffermato che le armi della “resistenza” non




