di Walter Riolfi
Il conflitto del Golfo potrebbe pesare maggiormente sull’economia del Vecchio Continente, che sta facendo i conti soprattutto con un rincaro del gas sconosciuto in Usa. Ma il partito degli ottimisti è ancora forte…
Tra i grandi gestori internazionali, intervistati a febbraio da Bank of America (BofA), il rischio di un conflitto «geopolitico» era pressoché l’ultimo dei problemi. Avvertito solo dal 14% degli intervistati, era considerato alla pari dei rischi sul credito dei quali si finge timore solo a parole. Ben più si preoccupavano del «disordinato rialzo dei rendimenti obbligazionari», proprio quando il rendimento del Treasury americano stava crollando e pochi giorni dopo avrebbe toccato il minimo del 3,95%, 35 punti meno d’inizio febbraio. E i due episodi sono illuminanti di quanta lungimiranza ci sia tra i grandi investitori.
Inutile dire che l’ottimismo era alle stelle, al massimo da luglio 2021 tra i gestori, ben più palpabile di quello dei piccoli investitori. Ma nell’ultimo sondaggio Bofa di pochi giorni fa, il rischio geopolitico era balzato al primo posto (37%), e i gestori confessavano di aver ridotto un poco l’esposizione azionaria e di aver aumentato invece la liquidità, che resta tuttavia ben sotto la media degli ultimi




