
Tabulati telefonici, nomi che tornano e dettagli mai del tutto chiariti: cosa ha aggiunto l’ultima settimana di inchieste sul delitto di Chiara Poggi
Non è il tempo che passa a rendere irrisolto il caso di Garlasco. È il modo in cui alcuni dettagli, apparentemente marginali, continuano a resistere a ogni tentativo di archiviazione definitiva. Anche questa settimana, il quadro non si è mosso per strappi o rivelazioni clamorose, ma per riemersioni: elementi già noti che, riletti oggi, cambiano peso e significato.
Il telefono di Chiara Poggi e le chiamate senza risposta
Il dato più concreto emerso negli ultimi giorni riguarda il telefono di Chiara Poggi. I tabulati raccontano di quattro chiamate anonime ricevute nella tarda mattinata del 13 agosto 2007, tutte senza risposta. Un dettaglio che non riscrive i fatti, ma che apre una frattura logica: se Chiara era già morta, chi stava chiamando e perché?
La collocazione temporale di quegli squilli, successiva all’orario indicato per l’omicidio, riporta al centro una questione mai davvero pacificata: la precisione della finestra temporale della morte. Non una disputa accademica, ma un nodo che continua a incidere sulla lettura complessiva del caso.
Alberto Stasi e il peso dei dettagli che restano
La condanna



