
Per fare chiarezza sul delitto di Garlasco, è fondamentale che tutti remino nella stessa direzione, lasciando che le indagini facciano il loro corso
Alcune vicende giudiziarie sembrano destinate a non trovare mai pace, incastrate tra il fango delle polemiche e la rigidità delle certezze precostituite. Il delitto di Garlasco è ormai il paradigma di questo cortocircuito mediatico.
Di fronte alla chiusura delle indagini preliminari relative alla nuova inchiesta da parte della Procura di Pavia, le dichiarazioni dei genitori della vittima, Giuseppe Poggi e Rita Preda, al talk show Verissimo (su Canale 5),lasciano aperti interrogativi profondi. Si comprende perfettamente il dolore di due genitori devastati dalla morte della figlia e dall’essere al centro della scena cronachistica da quasi quattro lustri. Così come si comprende il loro sacro terrore di vedere riaperto un incubo che credevano ormai chiuso da più di dieci anni. Ma proprio per questo, arroccarsi sulla «verità della sentenza di condanna» come fosse un dogma intoccabile rischia di essere un paradosso logico.
Bisogna remare tutti insieme per scoprire cosa è successo a Garlasco
Se c’è un’indagine in corso, se la magistratura ritiene di dover verificare nuovi elementi, il compito di tutti – dei media, della pubblica opinione




