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Garlasco, «c’erano tre persone nella casa»: la tesi della difesa di Stasi

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L’avvocata Boccellari: almeno tre soggetti sulla scena del crimine. E il messaggio criptato di Bertani, amico suicida di Sempio: «C’era una ragazza lì che sapeva»

Durante l’omicidio di Chiara Poggi, nella villetta di Garlasco ci sarebbero state altre due persone oltre ad Andrea Sempio. È la tesi che l’avvocato di Alberto Stasi, Giada Boccellari, espone al Corriere della Sera. Una ricostruzione che, se confermata, cambierebbe radicalmente il quadro del delitto: «L’azione omicidiaria avviene in tre fasi e, almeno nelle prime fasi, non si può escludere la presenza di altri soggetti».

La difesa di Stasi sostiene che le piste su satanismo, pedofilia e Madonna della Bozzola al momento non sembrano riscontrate. Il vero movente, secondo Boccellari, «si capirà solo dopo che verrà accertato chi c’era sulla scena del crimine». Già nel 2007 il consulente della difesa aveva parlato di due persone. Ora l’ipotesi si allarga a tre.

Nel frattempo Stasi, condannato in via definitiva, «vive in una sorta di bolla di sapone. Lo informiamo per grandi linee, ma poi tende a non leggere i giornali e a non vedere la tv. Penso sia un meccanismo di difesa», racconta l’avvocato.

Bertani, l’amico suicida di Sempio

Al puzzle si aggiunge inoltre una

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