
di Pietro Tosca
I consiglieri di Forza Italia e Lega rimettono le deleghe in consiglio provinciale a un mese dal voto
Atto finale per il governo delle larghe intese (Pd, Lega e FI) alla guida della Provincia dal 2021. A un mese dal voto per il rinnovo della presidenza, i consiglieri azzurri e leghisti hanno rimesso le deleghe di fatto ponendo fine alla maggioranza. Amareggiato il presidente uscente (e ricandidato), il dem Pasquale Gandolfi, che contesta la campagna elettorale «urlata» e le segreterie dei partiti interessate solo alle nomine.
Il casus belli
Dopo l’accordo di ottobre tra i segretari di FI, FdI e Lega per conquistare la Provincia era chiaro che la stagione delle maggioranze trasversali che hanno governato Via Tasso dal 2014 aveva i giorni contati. Dirimente per la spaccatura è diventata la questione del seggio unico per il voto che, in un ente di secondo livello, coinvolge solo gli amministratori comunali: 3 mila tra sindaci e consiglieri. Per questo già in autunno il centrodestra aveva chiesto dei seggi decentrati e Gandolfi si era detto favorevole. Quando la settimana scorsa, però, è stato chiaro che non sarebbe stato possibile istituirli, è partito un attacco al calor bianco




