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Gabriele Salvatores: «No agli attori creati da intelligenze artificiali»

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Il regista, premio Oscar, ospite a «Che Spettacolo!»: «La tecnologia ci invade l’anima»

Il caso forse non esiste. Certo il fatto che il presidente della giuria del Reply AI Film Festival che ha premiato gli autori di tre cortometraggi realizzati con l’intelligenza artificiale sia Gabriele Salvatores, classe 1950, regista di Nirvana, fa abbastanza riflettere. Nel 1997 l’immaginario digitale era più o meno una suggestione interessante, pochissimi potevano immaginare che quella dimensione distopica sarebbe arrivata a noi in un tempo così rapido. Lui è tra i pochi che ci è riuscito. Premio Oscar nel 1992 per Mediterraneo, al pubblico di «Che Spettacolo!», l’iniziativa di Corriere della Sera e Ente dello Spettacolo ha spiegato che «hanno partecipato registi, molto giovani, da tutto il mondo e anche se è stata usata una tecnologia molto avanzata e complessa, tutti i lavori sono partiti da un’idea molto umana e a volte poetica e filosofica. Questo mi ha rincuorato perché, devo essere sincero, sono partito con un po’ di diffidenza e con qualche pregiudizio che, in parte, sono stati messi in discussione».
Il premio è andato al canadese Robert Gaudette per il suo A Face Only a Mother Could Love. L’AI è una opportunità in più

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