di Valentina Iorio
Lo anticipa il «Financial Times», spiegando che le nuove linee guida potrebbero chiarire in quali circostanze questi gli interventi sono giustificati
Per avere una vera Unione del risparmio e degli investimenti, l’Europa ha bisogno di banche forti, che abbiano una dimensione tale che consenta loro di essere competitive sul piano internazionale, la Commissione europea lo ha ribadito più volte. Le fusioni transfrontaliere vanno in questa direzione, ma sempre più spesso incontrano resistenze da parte dei governi nazionali, come dimostra il caso Unicredit-Banco Bpm ma non solo. Proprio per limitare gli interventi dei governi nazionali, l’Unione europea starebbe pensando di rivedere le regole comunitarie sulle fusioni. A riportare la notizia è il Financial Times.
La stretta Ue
«Sebbene questi interventi siano consentiti dai trattati e dal regolamento sulle fusioni per ragioni come la sicurezza nazionale, in alcuni casi potrebbero aver ostacolato inutilmente la possibilità di fare scala», si legge in un documento di discussione della Commissione Europea visto in anteprima dal Financial Times. «Le linee guida riviste potrebbero quindi chiarire in quali circostanze questi interventi sono giustificati, creando così maggiore certezza per le imprese», prosegue il documento, che sarà discusso mercoledì 18 marzo.
I




