
Il cantautore romano parla di giovani, salute mentale e del suo nome d’arte nato dai fumetti. E nel giorno del duetto con Fagnani ironizza: «Faccio Mina, le chiedo scusa»
Per le strade di Sanremo, Fulminacci – al secolo Filippo Uttinacci – racconta il suo Festival tra eleganza “vintage” e felpa da baretto. Sul nome d’arte spiega: «È quasi una crasi del mio cognome, ma viene dai fumetti come Braccio di Ferro e Tex: è un’esclamazione, tipo “Accidenti!”».
E la sua generazione? «Si sta assumendo la responsabilità di vivere un periodo di rivoluzione», attenta alla salute mentale anche a costo di sembrare «un po’ più bamboccioni».
Per lui scrivere canzoni è «una sorta di autopsicoterapia», anche se «comunque ci vado» dallo psicoterapeuta. E nel giorno dei duetti con Francesca Fagnani scherza: «Facciamo “Parole, parole”, lei fa Alberto Lupo, Io Mina. Le chiedo già scusa», mentre confessa di sentirsi «un procione, un supereroe un po’ goffo».
27 febbraio 2026
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