
Il cantautore romano, 29 anni, si racconta a poche ore dall’inizio del Festival: «Sento il peso della pressione»
«Sento il peso della pressione, ma sono gasato all’idea di provare a vincere. Non credo che succederà, però voglio giocare per arrivare il più possibile vicino alla vetta. È un modo sano di partecipare. Non m’interessa il risultato: voglio solo divertirmi». Fulminacci, cantautore romano classe 1997, cresciuto a Casal Lumbroso, torna al Festival di Sanremo per la seconda volta con quel mix di ironia e spensieratezza. La prima era stata nel 2021 con Santa Marinella. In gara all’Ariston, dove lo danno tra i favoriti, presenta Stupida sfortuna, una canzone sulle relazioni, scritta dopo la fine di una storia d’amore durata sette anni. Un addio raccontato con un ritornello leggero. «La leggerezza è sempre una terapia. A Roma c’è molta leggerezza, forse anche troppa. L’ironia è sempre una cura comunque».
Nella serata delle cover duetterà con Francesca Fagnani sulle note di Parole parole, nella versione resa celebre da Mina e Alberto Lupo. «Non ho nessuna intenzione di fare paragoni con la loro grandezza, sarebbe grottesco. È solo un omaggio fatto con amore». Sanremo, però, è anche scuola. «Quel palco




