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Fugatti e Ianeselli sotto il fuoco amico, il filo che lega presidente e sindaco: se il dissenso nasce in casa

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di Luca Malossini

Il presidente della Provincia e il sindaco di Trento si trovano a confrontarsi con divergenze esplose all’interno delle rispettive coalizioni

Si dice, da sempre, che in politica gli avversari sono prevedibili. Più difficile invece è gestire il dissenso che nasce dentro la propria coalizione. Anzi, molte volte si preferisce dialogare con chi sta all’opposizione piuttosto che mettersi al tavolo con chi si spaccia per amico e invece si rivela il cattivo della compagnia. 

È il terreno sul quale, per ragioni diverse, si stanno muovendo sia Maurizio Fugatti sia Franco Ianeselli. Se ci sono persone agli antipodi queste sono proprio loro. Parlano i fatti. Eppure c’è un sottile filo che lega Maurizio e Franco: il fuoco amico. Della serie: «Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio». Il governatore leghista lo ha detto senza filtri la scorsa settimana intervenendo alla festa per gli 80 anni del giornale «L’Adige» in quel di Ala: il mancato via libera al terzo mandato è stato il risultato di un «fuoco amico» che ha impedito alla Lega e ai suoi alleati di presentarsi compatti sulla battaglia istituzionale più importante della legislatura. Fugatti ha attribuito la fine di ogni

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