
di Ilaria Sacchettoni
L’ex governatore pugliese (ed ex magistrato): «Se poi in futuro il pubblico ministero dovesse obbedire al governo, a questa corporazione di toghe che rinnegano la cultura della giurisdizione potrebbe anche stare bene»
Michele Emiliano, anche un costituzionalista di sinistra come Stefano Ceccanti voterà per il Sì: la Carta costituzionale, dice, prevede cambiamenti ed è aperta. Vuol ribattere?
«Non si ribatte all’ovvio. Voterò No perché dar vita alla corporazione dei pm e metterli nelle condizioni di pararsi le spalle gli uni con gli altri ancora meglio di adesso mi sembra un errore gravissimo di chi vota Sì. I giudici verranno messi sotto pressione gravissima dai “cavalieri templari” del pm che hanno il potere di indagare tutti, anche i giudici stessi, e sono la fonte privilegiata di giornalisti e influencer di ogni specie».
Vi sono state molte posizioni apertamente per il Sì anche da parte del centrosinistra. Come le definirebbe?
«Democrazia. Ma l’esigenza garantista può nascondere un’insidia. Il pm e l’avvocato non sono e non saranno mai la stessa cosa. Il




