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Frequentare il nido arricchisce il microbiota

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I genitori sconfortati dai molti giorni di malattia dei figli nel primo anno di nido saranno felici di sapere che i bambini che frequentano i nidi d’infanzia hanno un microbiota assai più ricco di ceppi batterici rispetto a quelli che non li frequentano, grazie alle continue interazioni e agli scambi (conditi di muco e saliva) con i coetanei.

Secondo uno studio dell’Università di Trento pubblicato su Nature, già dopo un mese di frequentazione del nido una quota importante dei batteri intestinali dei bambini deriva da quelli dei compagni di classe. Dopo 4 mesi, i piccoli condividono con i compagni già il 15-20% delle specie batteriche intestinali, una porzione più vasta di microbiota rispetto a quella acquisita dai familiari dopo la nascita.

Una contaminazione rapidissima

Si pensa che il microbiota dei neonati cominci a costituirsi durante il parto, grazie al contributo dei batteri della madre, e che quindi si arricchisca dei ceppi batterici dei familiari più stretti. Per capire che cosa accada in seguito, con le prime interazioni extra familiari con i coetanei, un gruppo di microbiologi guidato da Nicola Segata ha analizzato i campioni di feci di 43 bambini di età mediana di 10 mesi all’inizio dello

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