di Giorgia Bollati
Circa il 30 per cento degli incendi domestici è di origine elettrica, ma in Italia manca ancora una normativa chiara che imponga l’obbligo di prevenzione o di ispezione periodica degli impianti
Conduttori sottodimensionati e quadri di distribuzione vetusti, connessioni allentate o sovraccarichi prolungati sono i principali fattori che possono portare da un guasto a un incendio. L’energia elettrica non è pericolosa a livello intrinseco, ma le condizioni operative e l’obsolescenza delle strutture possono creare il rischio. Edifici con cappotto, impianto fotovoltaico, inverter, batterie elettriche a ioni di litio: le case efficienti, a basso impatto energetico e ambientale, non sono considerabili edifici tradizionali. Sono interamente elettrici. Con la direttiva Casa Green, l’aggiornamento del parco edile diventa essenziale, ma insieme occorre aggiornare anche la regolamentazione di sicurezza, perché questi impianti portano con loro nuove problematiche e combustibili che possono rappresentare un pericolo. Circa il 30 per cento degli incendi domestici è di origine elettrica, ma in Italia manca ancora una normativa chiara che imponga l’obbligo di prevenzione o di ispezione periodica degli impianti nelle unità abitative private. E in un Paese dove buona parte degli edifici è ancora obsoleta occorre verificare se gli impianti elettrici esistenti




