
di Adriano Arati
Nel Modenese, critiche bipartisan per l’intervento in aula del civico ed ex candidato sindaco del centrodestra. De Pascale: «Parole incompatibili con i valori dell’Emilia-Romagna»
«Il voto alle donne? Un attacco all’unità familiare». Stanno generando una tempesta di reazioni e critiche, le parole pronunciate poche giorni da Costantino Righi Riva, consigliere comunale di opposizione a Formigine, cittadina modenese nel cuore del comprensorio ceramico. Righi Riva, avvocato, ex candidato sindaco del centrodestra nel 2019 e ora consigliere della Lista civica per Cambiare Formigine, è intervenuto su una mozione delle consigliere civiche Sarracino e Casali sugli «80 anni dell’Assemblea Costituente, del referendum istituzionale e del primo voto alle donne», in cui si chiedeva al Comune di attivare una serie di azioni per valorizzare la ricorrenza del 2026.
Le parole in aula
Righi Riva, dopo aver precisato la propria contrarietà, ha affermato che «il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto in Italia solo nel ’46, perché c’era il fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità familiare, e la storia si è incaricata di dimostrare che questo timore era più che fondato». Poi ha rincarato la dose: «Dopo il ’46 sono arrivate leggi come quelle sul




