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Forchielli, Zanni e Favia: a Bologna la corsa dei tre civici che vogliono sfidare Lepore. Il centrodestra si muoverà dopo il referendum

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L’imprenditore, il presidente di Confabitare e l’ex grillino in campo contro il sindaco. Ma i tre nomi non scaldano (per ora) l’opposizione in città

«A Bologna rischiano di esserci più candidati civici che elettori». Nel centrodestra la battuta circola, ma se continua così potrebbe diventare un po’ una profezia che si autoavvera. Era il 10 dicembre quando l’imprenditore Alberto Forchielli ufficializzava la sua candidatura a sindaco, scommettendo di incassare l’appoggio del centrodestra bolognese: «Arriverà da tutti i partiti». In platea, ad ascoltarlo, c’era anche il presidente di Confabitare, Alberto Zanni: evidentemente ne è uscito poco convinto, visto che ieri ha lanciato la sua candidatura. 

L’impresa del ’99

Nel frattempo l’attivismo social dell’ex M5S Giovanni Favia si è trasformato nelle ultime settimane in attivismo politico (sempre che ci sia differenza tra le due cose, di questi tempi): c’è già una sigla, Uniti per Bologna, ma soprattutto c’è la voglia di sfidare il sindaco Matteo Lepore e il centrosinistra. I partiti del centrodestra, sulla carta, hanno l’imbarazzo della scelta in vista del 2027. Al momento, però, più che la scelta prevale l’imbarazzo. «Non è che ci facciamo impazzire le proposte in campo…», confidano senza troppi peli sulla lingua dalle fila dell’opposizione cittadina. Come

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