Home / Economia / Fontana (Conai): «Riciclo, Italia leader ma adesso serve più politica industriale»

Fontana (Conai): «Riciclo, Italia leader ma adesso serve più politica industriale»

di Emily Capozucca

Per l’anno in corso, la percentuale di riciclo degli imballaggi in Italia dovrebbeattestarsi attorno al 75%, quasi 11 milioni di tonnellate. In lieve flessione, quindi, rispetto all’ultimo dato consolidato (2024) pari al 76,7%

La Giornata mondiale del riciclo si celebra oggi in un clima di grande prudenza. Nonostante la raccolta differenziata in Italia continui a crescere superando il totale di imballaggi immessi al consumo, il loro riciclo mostra segnali di rallentamento: nel 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 75%, con quasi 11 milioni di tonnellate, in lieve flessione rispetto al 76,7% del 2024. «Il problema è la competitività del materiale riciclato. Continuiamo a raccogliere di più, ma fatichiamo a collocare sul mercato i materiali riciclati. Manca una domanda stabile e strutturata: se il materiale non trova sbocchi, la catena si interrompe. Il collo di bottiglia non è a monte, ma a valle della filiera» spiega Simona Fontana, direttrice generale del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai).

Da cosa dipende il problema?
«Oggi il materiale riciclato europeo fatica a trovare applicazione perché deve competere con prodotti importati che spesso costano meno. Sul finire del 2025, soprattutto per alcuni materiali come la plastica, sono stati registrati alcuni segnali di controtendenza:

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: