
Il tecnico del Lione e la guerra in Ucraina: “Gli attacchi russi sono sempre più gravi, mia moglie sogna di tornare in un paese in pace. Alle 5 di mattina sentii il rumore delle bombe”
Alessandro Grandesso
24 febbraio – 10:24 – MILANO
Quattro anni di guerra. Quattro anni di frustrazione e sofferenza. Parla Paulo Fonseca, l’ex tecnico del Milan e oggi alla guida del Lione, legato all’Ucraina non solo per l’esperienza sulla panchina dello Shakhtar Donetsk tra il 2016 e il 2019, ma pure per via della moglie, originaria della stessa città vicino al confine con la Russia. Il portoghese, in un’intervista all’Equipe ricorda i giorni dell’invasione russa, sotto le bombe, in un rifugio a Kiev con Roberto De Zerbi, ma evoca pure l’idea di un boicottaggio del Mondiale in Nord America, puntando la responsabilità di Trump sull’evoluzione del conflitto.
INTERESSI—
“Gli attacchi russi – spiega Fonseca – sono sempre più gravi e mortiferi. Con Trump le cose sono peggiorate perché ha indebolito l’Ucraina e l’Europa. E’ una situazione che mi rivolta. Avremmo bisogno di più leader come Macron, l’unico che non ha avuto mai timore




