di Danilo Taino
Dal 13 aprile al 18 aprile si tengono le riunioni del Fondo monetario e della Banca mondiale. Mentre i prezzi salgono e l’economia affronta un’ondata di incertezza molto forte
Gli incontri primaverili, a Washington, del Fondo monetario internazionale e della World Bank non sono mai stati come gare di golf, senza polemiche e trionfi di fairplay. Per quanto molti dei protagonisti — banchieri centrali e commerciali, ministri delle Finanze, economisti, esperti vari — frequentino certamente i putting green del mondo. Ma non sono nemmeno mai state partite di hockey, dove le scazzottature sono la regola. Il mondo è però in tensione: come si volgeranno le discussioni che si aprono oggi, 13 aprile, e si chiuderanno ufficialmente sabato 18? Più vicine allo stile golf o allo stile hockey?
Le ragioni, anche forti, di contesa non mancano. Il protezionismo, gli squilibri finanziari del mondo, l’alto debito dei governi, lo stesso ruolo di Fmi e Wb tengono alte le tensioni tra le maggiori economie ma anche nei Paesi in via di sviluppo. Per non dire delle guerre e delle sfide geopolitiche che ormai dominano anche i mercati e gli andamenti del Pil. In più, alcuni governi ritengono che,




