
Il Barometro delle flotte aziendali è l’indagine dell’Arval mobility observatory condotta con la collaborazione di Ipsos che ogni anno interpella in 32 Paesi del mondo i responsabili delle strategie di mobilità delle imprese. Oltre 10 mila interviste, fra cui 300 in Italia, delineano quest’anno il proseguimento di alcuni trend registrati nelle precedenti edizioni, come la preoccupazione legata alla transizione della flotta verso le nuove alimentazioni e i costi connessi, o la difficoltà a superare la percezione del valore dei dati al di là della pura gestione, non come opportunità di pianificazione, efficienza e rispetto delle normative. L’elemento chiave della rilevazione 2026 è però nella composizione stessa della platea di professionisti, sempre più interdisciplinare, a rispecchiare una complessità delle scelte di mobilità che richiede competenze in ambiti sempre più numerosi da parte di profili sempre più elevati. Fra chi ha risposto alle domande del Barometro, il 23% è costituito da fleet manager, ma il 24% sono amministratori delegati o direttori generali, il 16% responsabili acquisti, il 14% cfo e (in crescita di due punti sul 2025 e di tre sul 2024) il 7% direttori delle risorse umane. Integrare efficacemente queste competenze, secondo Massimiliano Abriola, head of consulting & Arval mobility observatory




