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Fine vita, parziale via libera alla legge Toscana: «Così si rafforza il testo dell’iniziativa popolare in Trentino»

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di Matteo Sannicolò

In provincia di Trento il comitato «Liberi subito» ha raccolto oltre 7 mila firme per sostenere un disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito

Svolta per quanto riguarda la legge sul fine vita assistito. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato in parte legittima la legge della Toscana che regolamenta la «morte volontaria medicalmente assistita» (anche chiamata «suicidio assistito» o «eutanasia indiretta»), sostenendo tuttavia l’incostituzionalità di alcuni sue disposizioni. Un provvedimento che potrebbe avere risvolti importanti anche in Trentino dove, negli scorsi mesi, furono raccolte oltre 7 mila firme dal comitato «Liberi subito», proprio a sostegno di un disegno di legge provinciale sul suicidio medicalmente assistito.

La sentenza della Corte costituzionale

In merito alla norma toscana, la Corte, si legge nel comunicato ufficiale, «ha ritenuto che nel suo complesso la legge regionale sia riconducibile all’esercizio della potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute». E, per tanto, «persegua la finalità di dettare norme a carattere meramente organizzativo e procedurale, al fine di disciplinare in modo uniforme l’assistenza da parte del servizio sanitario regionale alle persone che chiedano di essere aiutate a morire». In questo senso, ad esultare è soprattutto l’avvocato Fabio Valcanover, portavoce del comitato

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