
Per il Consiglio dei ministri «la legge ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato». La Regione aveva approvato la norma lo scorso 28 luglio
Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnazione, di fronte alla Corte costituzionale, ai sensi dell’art. 127 della Costituzione, della legge della Regione Emilia-Romagna 28 luglio 2026, n. 10, titolata «Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito». Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che il Cdm «ha rilevato che la legge ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato, demandando alle linee guida regionali la definizione di una serie di requisiti, con ciò eludendo i vincoli posti sul punto dalla Consulta».
Il Consiglio dei ministri, spiegano le fonti di Palazzo Chigi, «ha rilevato che la normativa regionale si pone in contrasto con gli articoli 2, 32 e 117, secondo comma, lettera l), in materia di ordinamento civile e penale, e 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di tutela della salute».
«Nonostante le proposte di impegno alla modifica assunte dalla Regione, l’impianto della legge non garantisce in modo adeguato e concreto la previa effettiva




