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Fiat Panda Elettra: quando a Torino si guardava al futuro

imageQUANDO L’ELETTRICO ERA FANTASCIENZA

Oggi le auto elettriche in grado di percorrere centinaia di chilometri e ricaricarsi in mezz’ora non fa più notizia, ma nel 1990 mettere una batteria al posto del motore a benzina significava spingersi in un territorio quasi inesplorato. Eppure è proprio in quell’anno che la Fiat decise di fare qualcosa di molto concreto: trasformare la Panda in un’auto elettrica destinata alla produzione in serie. La scelta non arrivava dal nulla.

Alla fine degli anni ‘80 la sensibilità nei confronti dell’inquinamento urbano stava crescendo rapidamente, mentre in Europa il tema ambientale era ormai entrato anche nel dibattito politico. Le automobili erano chiamate a consumare meno e a ridurre le emissioni, soprattutto nei centri abitati. Per la casa torinese, che aveva nella Panda una delle sue migliori interpreti della mobilità cittadina, l’elettrico poteva quindi rappresentare una soluzione interessante per gli spostamenti brevi.

TRASFORMAZIONE DELLA PANDA

La base era quella della Panda 750 Fire, una delle versioni più semplici e diffuse della piccola torinese. Il quattro cilindri a benzina veniva eliminato e al suo posto trovava spazio un motore elettrico a corrente continua da 19 CV. Non era però una conversione radicale dell’intera vettura: la Fiat cercò infatti di

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