
di Chiara Baldi
L’ex deputato Pd: deciderò anche dopo il voto sulla legge sull’antisemitismo
«Non sono ancora al punto che non tollero più il livello che si è raggiunto nel Pd, ma sento che oggi c’è una distanza tra me e questo partito che non avevo mai sentito prima». Emanuele Fiano, classe 1963, è di rientro da un incontro al campo di concentramento di Fossoli — dove il padre Nedo transitò prima di essere deportato a Auschwitz — durante il quale «ho potuto dialogare con un palestinese di Gaza: perché il dialogo è quello che serve».
Ha deciso se e quando uscire dal Pd?
«Non ancora. Prima voglio vedere come finisce questa storia del gemellaggio con Tel Aviv e come va il voto alla Camera sulla legge sull’antisemitismo, quella che al Senato è stata affossata anche da gran parte del Pd».
I vertici del partito l’hanno chiamata dopo il suo post?
«Dei vertici mi ha scritto solo il segretario del Pd milanese Alessandro Capelli».
E cosa le ha detto?
«Che comprende il mio stato d’animo ma che questo voto è stato fatto a larghissima maggioranza dalla direzione metropolitana e non è stato un colpo di




