di Francesca Basso e Viviana Mazza
Il Medio Oriente è un fornitore essenziale per minerali e gas necessari alla produzione di fertilizzanti: colpito l’elettorato rurale repubblicano (mentre si va verso le elezioni di midterm americane). L’allarme del Fmi, il «piano» Ue
Questo articolo è stata pubblicato nella newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai, curata da Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington. Questo il link per iscriversi.
Tra gli effetti della guerra in Iran, ce n’è uno che sta colpendo in egual misura le due sponde dell’Atlantico. Gli agricoltori europei e quelli americani — in realtà di tutto il mondo — stanno subendo le conseguenze dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti, le cui scorte stanno diminuendo a causa della quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, in risposta ai bombardamenti statunitensi e israeliani.
Cina e Russia sono i principali esportatori di fertilizzanti. E il Medio Oriente è un fornitore essenziale, ricco di riserve minerarie e di gas necessari per produrrli. La conseguenza diretta dell’aumento del prezzo è




