Una Ferrari diversa
Se siete arrivati a leggere fin qui, è probabile che siate quantomeno spaesati. Perché non siamo abituati a parlare di un’automobile in questi termini. E ancor meno di una Ferrari.
E poi, per esprimere un giudizio davvero compiuto, bisognerà aspettare maggio, quando vedremo l’auto nella sua interezza.
Ci sarà chi dirà che è “troppo Apple”, chi che Ferrari ha tradito la propria anima. E, paradossalmente, avranno ragione tutti. Perché è spesso proprio questa la condizione necessaria per creare qualcosa di nuovo.
Forse soprattutto per dare forma a una nuova generazione di clienti Ferrari: quella che ha bisogno di altri codici, di altri linguaggi, per appassionarsi davvero all’automobile.
L’ironia è che poche auto moderne sono state progettate in modo così fisico, così materico. Ed è questo che rende la Ferrari Luce un oggetto particolarmente interessante: una fusione inedita tra due mondi. Da un lato l’essenzialità del design e l’uso di materiali veri; dall’altro una tecnologia avanzatissima, ma non esibita, non gridata, bensì funzionale alla guida.
Una Ferrari diversa. E proprio per questo, forse, profondamente Ferrari. Anche se è elettrica. E non potevano che chiamarla Luce.




