
di Gabriele Guccione
«Non era scontato che lasciasse». Il partito accusa Pd, M5S e Avs:«Non prendiamo lezioni da loro»
Il mezzo passo indietro di Elena Chiorino non basta a calmare le acque. Anzi, rischia di incresparle ancora di più. Le dimissioni da vicepresidente della Regione, ma non da assessora al Lavoro, volevano essere — almeno nelle intenzioni del presidente Alberto Cirio — un gesto utile a raffreddare lo scontro politico, oltre che a dare un segnale agli elettori piemontesi. Ma non sono passate nemmeno ventiquattrore e il clima si è fatto ancora più teso, con Fratelli d’Italia che ha scelto la via del contrattacco frontale dopo che le opposizioni hanno pubblicamente giudicato irricevibile la soluzione di compromesso trovata dal numero uno del Piemonte: «Una presa in giro».
Il capogruppo Riva Vercellotti
A fare fuoco è il capogruppo in Consiglio regionale, Carlo Riva Vercellotti, che ha trasformato la difesa dell’esponente biellese in una requisitoria contro Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Già nelle fasi iniziali della vicenda, quando Chiorino resisteva alle richieste di dimissioni, Riva Vercellotti aveva liquidato il caso come «gogna mediatica». Ora, dopo la rinuncia alla carica di vicepresidente, il registro non cambia: si




