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Farji dalla Norvegia all’Iraq: “Questo Mondiale sarà speciale. Giocheremo per chi non c’è più”

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L’ala del Venezia e l’esordio contro Haaland e compagni: “Sono nato lì, mi contattarono nel 2021 per giocare con la loro nazionale ma rifiutai. E quel provino con il Manchester City…”

16 giugno – 09:35 – HOUSTON

A Baghdad, come a Bassora, Musul o Tikrit, la polvere si mescola spesso con l’inchiostro con cui si scrivono pagine di storia. Quella di Marko Farji, 22 anni, ala del Venezia neopromosso in Serie A e dell’Iraq, s’intreccia con la guerra, la diaspora e anche con la Norvegia, il Paese in cui è nato e cresciuto e che sfiderà al debutto Mondiale.

Marko, in quanti le hanno scritto?

 “Ho i direct di Instagram intasati: gli amici di una vita con cui giocavo al campetto, i vecchi allenatori, gli insegnanti, i parenti. La Norvegia torna a giocare un Mondiale dopo 28 anni, noi dopo quaranta. Sarà speciale”. 

Beh, per lei un po’ di più. 

“Io sono nato a Grimstad. I miei genitori, curdi iracheni, fuggirono più di vent’anni fa, a causa del regime di Saddam Hussein. Mi hanno raccontato del loro viaggio. Alcuni parenti di mio padre furono uccisi, non fu facile”. 

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