L’allenatore del Como dopo la storica goleada al Lens in Champions: “Ai ragazzi ho detto ‘Godiamocela e poi voltiamo pagina’. A fine gennaio affrontiamo Psg e Barça, sono di un altro livello ma…”
6 novembre – 08:27 – LENS
Anche i freddi hanno un’anima e ogni tanto si lasciano andare. Se Cesc Fabregas non avesse fatto il calciatore forse si sarebbe riciclato come pompiere, vista la sua abilità nello spegnere gli entusiasmi anche di fronte alle imprese più impensabili. Mentre tutto l’universo calcistico esaltava il suo Como spaziale dopo il 9-1 in Champions contro il Lens, magnificando numeri da record, qualità eccelse dei singoli e virtù del gruppo, lui davanti ai microfoni ha riportato tutti alla realtà, insistendo su concetti come umiltà e piedi per terra. Cesc ama volare basso però è camaleontico e imprevedibile, un po’ come la sua meravigliosa creatura. E a telecamere spente, quando finalmente è riuscito a mettere a fuoco la grandezza dell’impresa, si è sciolto ed è diventato più umano, incapace di trattenere oltre l’orgoglio. Un po’ come un papà che davanti a un grande traguardo raggiunto dai suoi




