di Michelangelo Borrillo
L’ex Ilva dovrà sospendere l’attività produttiva dal 24 agosto se non adeguerà l’Aia. La sentenza complica la trattativa di vendita a Flacks e il prestito ponte da 390 milioni. I sindacati si autoconvocano a Palazzo Chigi per il 9 marzo
Se c’è un modo per complicare ulteriormente un quadro già deficitario, all’ex Ilva si presenta in maniera puntuale. E così la vendita del gruppo siderurgico, già difficile, si è complicata ancor di più. Anzi, è a rischio la stessa sopravvivenza del complesso siderurgico. Perché il Tribunale di Milano si è espresso sul ricorso presentato tempo fa da 11 cittadini di Taranto per ragioni ambientali e sanitarie e ha disposto che l’ex Ilva dovrà sospendere l’attività produttiva dell’area a caldo dal 24 agosto se non adeguerà l’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale. Questo per evitare i «rischi attuali di pregiudizi alla salute» che permarrebbero in mancanza di «un’integrazione dell’Aia 2025 che abbia ad oggetto l’indicazione di tempi certi e ragionevolmente brevi entro i quali gli studi di fattibilità, i piani ed i cronoprogrammi menzionati nelle prescrizioni ritenute illegittime dovranno trovare effettiva attuazione».
L’Autorizzazione integrata ambientale da adeguare
Il provvedimento non è esecutivo e lo diventerà solo se




